There’s not only the sea to enjoy during your holidays at the Hotel San Paolo.
The management proposes weekly guided trips within the Cilentan National Park and the Vallo di Diano, theme trekking walks, local trips to Paestum, Pompeii, Velia, to the Certosa di Padula and to the Royal Palace in Caserta whilst the most romantic can spend a full day at Capri.
The suggestive excursions along the Capo must not be forgotten, the retracing of old coastal paths and a visit to the Medieval Village of San Severino cannot be missed.
In the Cilentan hinterland, there are also many town festivals and special occasions which you can experience during the summer period, where time seems to have stopped.
The Cilentan National Park and the Vallo di Diano was established in 1991 and it consists of 36,000 hectares entirely included within the province of Salerno. Subsequent extensions have made increased it to around 180,000 hectares. Today, it corresponds to the southern part of the province, including the Piana del Sele in the North, the Basilicata region to the East and to the South, and the Tyrrhenian Sea to the West. It includes, either totally or partially, the territories of 8 Mountainous Communities and 80 Municipalities. Since 1991 it has become part of the UNESCO World Humanities Heritage List (with the temples in Paestum and the Certosa di Padula), and since 1997 it has become a Biosphere Reserve.
To the extraordinary natural landscape, due to the remarkable heterogeneity of the territory, its mythical and mysterious character of a land rich in history and culture must be added: recalling the nymph Leucosya, to the beaches where Palinuro left Enea, from the remains of the Greek colonies of Elea and Paestum, to the splendid Certosa di Padula. And many other things which you can find in a land of which there is still a lot to be discovered.
In the Cilentan National Park and in the Vallo di Diano 20 sites of interest have been identified, in which both the habits and species of particular importance are concentrated, six of the sites are on the coast whilst the others are inland. Some of them are quite large (Monti Alburni and Monte Cervati), whilst the others are smaller (Punta Licosa and Gole del Calore).
La Certosa di San Lorenzo, ubicata sotto la collina dove sorge il paese di Padula, è uno dei monasteri pù grandi nel mondo e tra quelli di maggior interesse in Europa per magnificenza architettonica e copiosità di tesori artistici.La Certosa di San Lorenzo fu progettata secondo la struttura tipica delle certose, che rispecchiava la vita religiosa e pratica dell'ordine. L'organizzazione degli spazi seguiva la distinzione tra una parte alta, dove alloggiavano i padri certosini, conducendovi una vita intimamente religiosa ed ascetica; e una parte bassa, cioè gli ambienti che, per la loro collocazione bassa, per l'appunto, erano adatti all'esercizio delle attività mondane.Nel 1882 la Certosa fu dichiarata monumento nazionale e affidata alle cure del Ministero dell'Istruzione Pubblica. Ciò nonostante non seguirono interventi concreti di recupero, così il peggioramento del suo stato proseguì.
Solo a partire dal 1982, quando il monastero fu affidato alla Soprintendenza dei Beni Ambientali, Architettonici, Artistici e Storici di Salerno, furono avviati lavori importanti di restauro e promosse iniziative di valorizzazione. Oggi la Certosa, divenuto centro vitale d'iniziative culturali d'ampio respiro, ospita il Museo Archeologico della Lucania Occidentale e laboratori di restauro altamente qualificati.
L'origine delle Grotte di Pertosa (la cui denominazione ufficiale è "Grotte dell'Angelo di Pertosa"), è fatta risalire a ben 35 milioni di anni fa, sono le più importanti dell'Italia del sud, le uniche ad essere attraversate da un fiume sotterraneo, il Tanagro o Negro, il cui corso è stato deviato a scopo di utilizzo energetico.Incuneate per circa 3000 metri sotto gli Alburni le Grotte, si snodano in una suggestiva serie di cunicoli ed antri, fino a terminare in tante "Sale" naturali, tutte con una caratteristica diversa. I radicali cambiamenti climatici e territoriali
che hanno caratterizzato la vita del nostro Pianeta, hanno lasciato il loro segno in questi luoghi che sono pertanto divenuti anche un'importante testimonianza delle diverse Ere geologiche.
Il percorso turistico si snoda attraverso cunicoli, gallerie, strettoie e grandi Sale, tutte caratteristiche ed uniche nel suo genere: tra le tante segnaliamo la Sala delle Meraviglie; quella Grande, ove l'altezza sfiora i 24 metri senza che ci si renda conto di tale distanza
S. Severino di Centola, nel basso Cilento, è un borgo medievale dell’XI° secolo, situato sulla sommità di un colle “dove una catena di altissime balze va quasi ad unirsi alla montagna di Bulgheria”, la cima è bipartita da una sella, la quale divide in due zone l’insediamento in cui si distinguono i ruderi del castello e della chiesa, dall’area in cui vi sono le abitazioni abbandonate dai cittadini.Il borgo era nato come “propter Camerotam”, di cui fu casale per un lungo periodo, mentre dopo il 1861 prese l’attuale denominazione di S.Severino di Centola.

Oggi è meta di continue visite da parte di tutti coloro che vogliono fare un tuffo nella storia,spesso rivivendo,tramite i profumi e la pietra viva,gli antichi sapori di una natura intatta.

Arroccato su un promontorio, le sue origini risalgono all'VIII-VII secolo a.C. deriva dal greco antico Kamarotòn, che significa "volta"e si potrebbe riferire camere a al fatto che, nella zona, sono presenti numerose grotte naturali a volta o, secondo alcuni studiosi, da una tecnica di costruzione caratteristica di Camerota capoluogo, il cui modulo fondamentale è l’arco.

Si sviluppò intorno ad un castello fortificato negli anni 535-553, durante la guerra gotico-bizantina. Il castello di Camerota era nel 909 la seconda roccaforte del Cilento, assieme a quella di Agropoli. Nel luglio 1552 l’ armata turca, comandata dal generale Rais Dragut, assalì il castello danneggiandolo gravemente, ma nello stesso anno il marchese Don Placido de Sangro fece ricostruire il castello e la torre "Laiella". A causa delle incursioni marittime sempre più frequenti nella costa la Corte decise di fortificare tutte le coste del Regno con torri ben visibili l'una dall'altra. Contemporaneamente alla costruzione delle torri venne fondato a Camerota il Convento dei Cappuccini. Durante le guerre mondiali Camerota offrì un considerevole contributo.
Nel cuore del Parco del Cilento, nell'area di Marina di Ascea, sorge un'altra grande meraviglia di interesse storico e archeologico, l'antica città greca di Velia Elea, patria della scuola filosofica di Parmenide e Zenone. La Scuola Eleatica, gruppo filosofico pre-socratico, nacque e fiorì a Velia al principio del V secolo a.C. ad opera di Parmenide, il suo più grande teorico e rappresentante, e dei suoi discepoli Zenone e Melisso di Samo.
La Scuola Eleatica ebbe grande influenza sulle altre correnti filosofiche che seguirono - tra queste l'atomismo e la scuola socratica - e ancora oggi informa gran parte del pensiero contemporaneo; alla sua base vi era la ricerca di un Essere che avesse le caratteristiche di unico, eterno e immutabile e che fosse in contrasto con l'illusorio mondo dei sensi.
Ai piedi dell'acropoli sorgono i resti dell'insediamento abitativo più antico della città, risalente alla metà circa del VI secolo a. C., quindi troviamo i resti di un piccolo teatro che risale al III secolo a.C.
Roccagloriosa è uno dei più antichi insediamenti del Basso Cilento e con la sua storia può ben meritare l’appellativo di gioiello cilentano. L'attuale centro abitato di Roccagloriosa è adagiato obliquamente su una collina sulla cui cima si ergono i ruderi del castello in parte demolito per ragioni di sicurezza pubblica nel 1951. Il termine è composto dal nome "rocca" e dall'aggettivo "gloriosa". Il primo fa sicuramente riferimento alla sua posizione geografica e al suo castello medievale, ormai semi diruto, il secondo invece deriva dalla devozione degli abitanti per la Madonna Gloriosa presente nelle chiesa del castello. La sua storia affonda le radici in tempi remoti e in civiltà antiche come quelle degli Ausoni, degli Enotri, degli Osci, dei Greci e dei Romani. Roccagloriosa è ricca di testimonianze storiche. Dai ritrovamenti dei resti della città di Fistelia (l'Orbitania dei Romani), all'unica testimonianza archeologica, finora, di un insediamento stabile osco-lucano (sec V a.C.). La cosiddetta città di Leo.
Unico comune della della provincia potentina ad affacciarsi sul mare, si estende per circa 30 km sul Mar Tirreno. La sua costa, incastonata in una magnifica posizione geografica ed ambientale, è variegata di insenature e grotte, scogli e secche. La vegetazione, di tipo mediterraneo, è caratterizzata da pini, querce e cespugli di rosmarino, mirto, ginestra e finocchio selvatico.
Il paese (l'antico borgo Marathia inferior), arroccato su un fianco del monte San Biagio, si protende verso il mare. Maratea deve una certa notorietà, oltre che al mare e alle spiagge, anche alla statua del Cristo Redentore (opera di Bruno Innocenti ), alta 22 metri, che si innalza sul monte San Biagio a strapiombo sul porto sottostante.
La perla del golfo di Napoli, dalle coste inaccessibili in alcuni punti, forate da fantastiche grotte e cinte da incantevoli scogli, è un isola di fama mondiale per gli incantevoli panorami e per il clima brioso.Capri è davvero un'oasi di riposante bellezza chiusa nella cornice di severe rocce, dentellati, frastagliati e corrosi dal vento e dal mare.
Favorita da un clima delizioso, splendide ville, famose ed incredibili bellezze, Capri ha nel turismo la sua principale attività economica, a cui si affiancano la pesca, l'artigianato e l'agricoltura. Capri è un'isola che non si dimentica facilmente… a circa un’ora di aliscafo da Palinuro.
La città antica più famosa al mondo.Gli scavi permettono al turista un salto nel tempo, un' immersione totale, in un mondo scomparso di cui la nostra civiltà occidentale reca il "DNA" e che si mostra senza lustrini o trucchi, ma con le sue grandezze e le sue miserie. Gli scavi ci permettono di visitare il salotto buono dei templi, gli edifici pubblici, le ricche ville patrizie, ma anche di passeggiare tra le antiche botteghe, le case popolari, le "osterie" e i lupanari, dove il cittadino comune dipanava la sua vita.
Particolarmente toccante è la vista dei calchi in gesso, un'"istantanea" dell'agonia a cui gli antichi pompeiani furono sottoposti dai gas roventi provenienti dal Vesuvio.
Nel 1751 re Carlo di Borbone incaricò l'architetto Luigi Vanvitelli di progettare un palazzo che potesse competere con le grandi residenze dei sovrani europei, scegliendo come luogo la pianura nei pressi di Caserta. Vanvitelli accettò la sfida e presentò un progetto che raccolse l'approvazione entusiasta del re e della regina, Maria Amalia di Sassonia, una costruzione che emulasse Versailles. Su una pianta rettangolare, il palazzo reale di Caserta copre un'area di 44.000 metri quadrati e si alza per quarantadue metri lungo un fronte di duecentocinquanta metri, con milleduecento stanze illuminate da millessetecentonovanta finestre. I lavori iniziarono nel 1752 e si protrassero, con alcune interruzioni, fino al 1774 .Durante il regno di Ferdinando IV la Reggia ospitava la corte in primavera e in estate ed era spesso teatro di feste, ricevimenti e battute di caccia; divenne poi la dimora preferita di Ferdinando II. Fece parte dei beni della corona fino al 1921, quando passò allo Stato. Durante la seconda guerra mondiale il palazzo fu gravemente danneggiato dalle bombe e poi restaurato.
La Reggia di Caserta è un grande edificio a pianta rettangolare, con facciate uguali rivolte una sulla piazza d'Armi, l'altra sull'enorme giardino e quattro cortili interni.Parte integrante della maestosità e della bellezza della Reggia di Caserta è il meraviglioso parco. È un tipico esempio di giardino all'italiana, costruito con vasti prati, aiuole squadrate e soprattutto un trionfo di giochi d'acqua che zampillano dalle numerose fontane. Il percorso dei giochi d'acqua comincia dalla Fontana del Canalone, detta anche Cascata dei Delfini perché il getto scaturisce dalle gole di tre giganteschi delfini.
Novi Velia (KM.45): Le sue origini si perdono nei secoli, probabilmente doveva essere un villaggio fortificato già al tempo degli Enotri, popolazione originaria del Peloponneso, stanziata fin dal 1000 a . C. nella Calabria settentrionale, nella Basilicata sud - occidentale e quindi nell'attuale area cilentana.
Moio della Civitella (KM. 46): Vi sono mura greche di ottima squadratura, delle quali rimangono ancora in sede da due a quattro filari di blocchi sovrapposti, in qualche punto anche cinque o sei, fuori della cui linea sono sparsi sul terreno, come rigettati da uno o più sussulti più che caduti per cedimento, molti massi in origine issati sugli altri. A Civitella ritroviamo il secondo arco greco in terra di Magna Grecia, e a così breve distanza dalla famosa Porta Rosa di Velia, che aveva in questa fortificazione, uno dei più validi presidi , che ne garantissero l’esistenza e la sovranità sul territorio occupato dai Focei.
L'Oasi del WWF di Morigerati: Creata nel 1985, ha una estensione di 607 ettari . È un'oasi di protezione della fauna, soggetta a vincolo paesaggistico ed idrogeologico. La gestione è diretta, in convenzione con il comune di Morigerati. L'abitato è adagiato sulla sommità di una rupe che domina l'Oasi WWF della grotta di Morigerati, al cui interno si possono ammirare le meravigliose risorgenze del Bussento. È dotata di percorso natura ed area attrezzata per la visita alle grotte. Si effettuano: visite guidate, campi di lavoro, settimane verdi, campi di studio e ricerche.
Sapri (KM.40): Insediamenti umani popolarono Sapri dall’età del Bronzo fino a quella greco-romana. Cicerone la ricordò come parva gemma maris inferi, ossia “piccola gemma del mare del Sud”; Massimiliano Erculeo, imperatore romano d’Oriente scelse la città come propria residenza estiva per la mitezza del clima e l’incanto del paesaggio limitrofo. Uno degli episodi più fulgidi del Risorgimento italiano fu senz’altro la spedizione di Sapri, guidata da Carlo Pisacane, ricordata in versi dalla celeberrima Spigolatrice di Sapri di Luigi Mercantini. Anche se fallì, essa ebbe notevoli effetti sullo svolgersi dei posteriori avvenimenti politici italiani giacché allontanò per sempre il pericolo dell’instaurazione di un Regno murattiano nell’Italia meridionale ed aprì la strada alla più fortunata spedizione dei Mille.
Pisciotta (Km.09): e' l'anno 915 a segnare la nascita di Pisciotta. Gli abitanti di Bussento, dopo che i saraceni assalirono, saccheggiarono il loro villaggio, cercarono scampo sui monti e sulle alture circonvicine.
Molti si trasferirono al di là del promontorio di Palinuro, dove formarono un piccolo villaggio, che chiamarono Pixoctum. Da Pixoctum si ebbero poi Pixocta, Pissocta e Pisciotta. Molto interessante e suggestivo è il Borgo mediovale
Roscigno (La città Fantasma): Le origini del paese sono da far risalire all'epoca dell'occupazione da parte dei Lucani e degli Enotri, che si stabilirono nel territorio costruendo un villaggio. Roscigno Vecchia fu abbandonata dai suoi abitanti (che si sono trasferiti nella nuova Roscigno situata in "terra sicura"), ai primi del Novecento, a causa dell'incombente pericolo di una frana che minacciava di trascinare a valle l'intero abitato. Il paese oggi è, al pari di San Severino di Centola, un documento di storia da leggere in situ, legato alla civiltà contadina di un mondo che, sebbene sia lontano pochi decenni, non esiste più. Roscigno Vecchia presenta ancora la bella e larga piazza (ancora frequentata dai vecchi abitanti), la cortina di case, la chiesa settecentesca, la fontana, gli abbeveratoi per gli animali e i lavatoi pubblici. Roscigno ogni giorno viene percorsa dai contadini che vanno a lavorare in campagna, i quali usano i locali delle case in buone condizioni come depositi per gli attrezzi e come stalle per gli animali.
Rassegna Itinerante dedicata alla musica, alla poesia, alla vita del celebre cantautore Genovese che proprio nell'incantevole scenario del porto di Palinuro, il 18 Luglio 1998, celebrò l'ultimo concerto della sua straordinaria carriera.
Programma:
Palinuro 28 Giugno 2008 - 30 Giugno 2008
Sabato 28 Giugno - presentazione del libro di Guido Harari "Una goccia di Splendore". Seguirà matinèe e aperitivo.
Domenica 29 Giugno - Concerto tenuto da giovani musicisti emergenti del territorio. Le canzoni scelte saranno dedicate al tema dell'amore. In questa chiave saranno interpretate in un ottica teatrale passaggi dei testi del poeta.
Lunedì 30 Giugno -Tributo a De Andrè eseguito dal gruppo "I Passaggi di Tempo" di Romolo Carloni. Saranno eseguiti brani inerenti al tema ambiente-natura per sottolineare le bellezze paesaggistiche dei luoghi.
E' prevista la presenza di Dori Ghezzi, Cristiano e Luvi De Andrè.
La 4ª edizione del "Palinuro Griffe Coast Music Festival" si presenta con un cartellone di assoluto rilievo nel panorama musicale nazionale ma non rinuncia a momenti di intrattenimento dedicati ad un target più vasto e variegato.
Palinuro Griffe, Coast Music Festival vuole essere una opportunità di riscoperta del territorio provinciale e regionale, e soprattutto un progetto comunicativo e promozionale che fa leva su uno dei punti di forza del turismo campano e meridionale, la Costa del Cilento .
IL PROGRAMMA
28 agosto - PFM per il “Memorial a Fabrizio De Andrè”
29 agosto - Francesco Renga
30 agosto - Giuliano Palma & Bluesbeaters
31 agosto - Pino Daniele
Con svolgimento il 18 Giugno 2008 questa manifestazione giunge alla XII edizione voluta fortemente dal “Gruppo Sportivo Polizia Municipale di Prato”e dalla circoscrizione di Prato Ovest la quale è gemellata a Palinuro dal 31.05.97 e dall’Amministrazione Comunale di allora
Ogni anno,nel mese di Giugno ricorre questo appuntamento sportivo, le squadre partecipanti sono:
Amministrazione e dipendenti Comune di Centola
Gruppo Sportivo Polizia Municipale di Prato
Cap viaggi di Prato
Cooperativa Porto Palinuro
Squadre come sempre molto agguerrite che rendono questa manifestazione sportiva molto viva, rispettando sempre i canoni sportivi e del fair play nonostante l’agonismo che come si sa in questi casi la fa sempre da padrone
La squadra detentrice del trofeo dell’anno precedente è la
Cap Viaggi di Prato
Auguriamo a tutti in bocca al lupo.